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Inviato da caffagnini su 3/2/2012 11:56:00 (12 letture)

Con l’approvazione di Ato del Piano d’ambito e dell'atto di indirizzo per l’attuazione del Ppgr in Provincia di Reggio gli enti locali hanno compiuto un passo decisivo per garantire anche in futuro ai reggiani una gestione dei rifiuti in un’ottica di autosufficienza e sicurezza.
Oltre ad un ulteriore potenziamento della raccolta differenziata, nel 2014 dovrebbe salire al 67,2% grazie all’estensione del porta a porta in pianura e della raccolta capillarizzata dalla collina in su, è stato individuato un assetto di medio-lungo periodo di tutta l’impiantistica di raccolta, recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti (compreso il Trattamento meccanico biologico, Tmb) che consentirà lo spegnimento dell'inceneritore di Cavazzoli nel maggio 2012.



“Con l’avvio del Piano d’Ambito, si inaugurerà una fase diversa nel trattamento dei rifiuti, confermando la capacità del territorio reggiano di garantire la propria autosufficienza e di proporre modelli avanzati di governo e di gestione”, hanno detto la presidente dell’Ato, il sindaco di Albinea Antonella Incerti, e gli assessori di Provincia e Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino e Ugo Ferrari. Incontrando la stampa, insieme al sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti, al termine dell’assemblea dell’Ato, gli amministratori locali hanno sottolineato inoltre “come il funzionamento del sistema impiantistico non sarà garantito da nuove acquisizioni societarie o dalla presenza di un unico operatore sul territorio, ma è determinato dalle capacità imprenditoriali e dalle professionalità acquisite da entrambi i soggetti gestori”.

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Inviato da caffagnini su 3/2/2012 7:34:24 (23 letture)

di Marcello Frigeri – Zerosette
http://www.zerosette.it/?p=9869

L'Europa Unita ha inviato al governo italiano, per la seconda volta nel giro di nove mesi - la prima a marzo 2011 -, una missiva per chiedere informazioni dettagliate sulla costruzione dell'inceneritore di Ugozzolo perché, così afferma la stessa Commissione per mezzo del membro Michel Barnier, la questione legata alla costruzione del "forno" è una faccenda tutt'altro che chiara.



Sembra incredibile sostenerlo, ma la stessa Ue non è ancora a conoscenza dei reali costi dell'impianto, che a progetto iniziato vertevano su circa 200 milioni di euro, mentre oggi si parla di 315 milioni (il 50% in più).
La notizia è che l'Europa intera punta i fari su Ugozzolo mentre a Parma, dove da più di un anno Zerosette chiede informazioni sulla costruzione dell'inceneritore, la stampa locale e la maggior parte dei parmigiani lasciano correre, pur sapendo che Provincia e Comune hanno avvallato il progetto senza però, come sostiene l'Ue, aver avuto le garanzie necessarie per poterlo portare a
termine.

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Inviato da caffagnini su 2/2/2012 14:16:06 (20 letture)

Nei giorni scorsi, durante le ultime ore delle primarie, ci è capitato di sentirci rinfacciare il nostro guardare a ovest, in quel di San Francisco, come modello di corretta gestione dei rifiuti.
Perché a San Francisco, insisteva il nostro interlocutore, hanno le discariche nel deserto e non hanno problemi di smaltimento, mentre noi non abbiamo un palmo di terra disponibile.



Quindi San Francisco non sarebbe da tenere in considerazione, e quindi, tornando a bomba, non ci sarebbero soluzioni alternative al forno.
Proviamo quindi a ritornare sull'argomento per puntualizzare ancora una volta come stanno le cose, nel tentativo di fare chiarezza.
San Francisco è una città di 850 mila abitanti, con un bacino di milioni di abitanti se consideriamo l'area limitrofa della baia.
Una città complessa, con strade strette, salite e discese, sviluppo verticale, e differenti gruppi linguistici da informare ed educare.
San Francisco ha abbandonato 30 anni fa il progetto di un inceneritore per smaltire i rifiuti con la più grande pratica di gestione corretta esistente al mondo.

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Inviato da caffagnini su 1/2/2012 13:45:54 (25 letture)

E arrivò il giorno del voto per chiarire chi dei candidati del centro sinistra era il prescelto.
Peccato che la città non se ne sia accorta, e che la domenica sia trascorsa via senza ingorghi.
Un voto secondario insomma.
Che ha stupito gli addetti ai lavori e che dovrebbe far sussultare gli strateghi, in vista delle elezioni di maggio.



In queste ore abbiamo letto divertiti alcuni commenti che ci ritraggono affranti dai risultati poco incisivi per chi aveva proposto un no secco al forno.
Ne siamo anche noi dispiaciuti, ma leggendo tra i numeri, come gli italiani sanno fare meglio di tutti gli altri, possiamo anche considerare la somma dei 3 candidati che avevano espresso perplessità al forno come una maggioranza.
Senz'altro non ha sfondato Rossi, ma senza partiti e apparati, e solo con un gruppo di sostenitori, il risultato non può che far lui piacere.
Da parte nostra non potevamo partecipare attivamente alle primarie, come non parteciperemo alle prossime amministrative. Lo starne fuori era doveroso ancora di più in una consultazione parziale come quella di domenica.
Abbiamo giudicato i programmi dando i voti e indicando quello che più ci piaceva.
Poi ognuno è rimasto libero di decidere.

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Inviato da caffagnini su 31/1/2012 15:24:45 (30 letture)

Appello al commissario Ciclosi: vogliamo la verità

Gentile Commissario Mario Ciclosi,

da oltre un lustro la nostra associazione è in prima linea per proporre modelli di gestione dei rifiuti alternativi all’incenerimento, da applicare anche alla nostra provincia.
Da maggio 2010 chiede alle amministrazioni locali ed a Iren il piano economico finanziario del costruendo inceneritore di Ugozzolo.
Si tratta di un documento fondamentale per capire quali saranno i costi reali dell'inceneritore e come Iren intende rientrare dal debito e ovviamente serve a capire quali saranno le tariffe applicate ai cittadini su rifiuti e teleriscaldamento.



Nei mesi passati la stessa richiesta è giunta anche dall’ex sindaco Vignali, dagli avvocati Allegri e De Angelis, dal direttore della testata Parmadaily, Andrea Marsiletti.
Invano hanno bussato alla porta di Iren per conoscere informazioni che dovrebbero essere di pubblico dominio, essendo questa un'opera che riguarda l'interesse pubblico.
La piena trasparenza sul progetto del Paip è stata addirittura deliberata in premessa all'accordo tra Comune di Parma e Iren, nel marzo del 2006.

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Inviato da caffagnini su 29/1/2012 21:24:32 (26 letture)

A viverci dentro, giorno dopo giorno, anno dopo anno, quasi non ti rendi più conto di che cosa ci sia sopra, oltre quella coltre grigia che ammanta l'orizzonte tanti (troppi) mesi all'anno.
Ma non appena sali le prime erte e si apre il cielo, il sole ti abbaglia, la tentazione è di guardare indietro, perché lo stacco è troppo improvviso e netto, per essere naturale.



Così la verità si fa strada attraverso uno specchietto retrovisore, ti accorgi che convivono due mondi, lassù il giorno, laggiù la notte.
Due universi paralleli divisi dall'altitudine.
Uno cristallo, l'altro pece, che ogni giorno inaliamo.
La coltre nera è una coperta lurida, compatta ed immobile, un'enorme panna montata cucinata con la fuliggine, proprio come il fondo di un catino pieno di magma torbido, che lasciato decantare concentra sul fondo i suoi densi liquami.
Un'ovatta che annebbia anche i cuori, e i cervelli. Li raggela e li immobilizza.



Davanti a un tale spettacolo solo insane menti possono rimanere assopite e immobili, senza cenni di reazione.
Così non c'è livello di inquinamento che faccia scattare allarmi e misure drastiche per soccorrere se stessi.
Nessun blocco, fermo, rimedio, misura.
Si finge l'azione, si confida sul clima, si attende non si sa cosa, che mai arriva.
Le immagini sono lì a testimoniare, una linea netta all'orizzonte.
La linea della salute e della malattia.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 29 gennaio 2012

Sono passati
608 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
98 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà


Inviato da caffagnini su 29/1/2012 8:17:29 (52 letture)

L'assessore provinciale all'ambiente di Reggio Emilia, Mirko Tutino, se paragonato al nostro Giancarlo Castellani, sembra essere sceso dalla Luna.
Perché a Reggio parlano schietto e non si piegano con referenza ai poteri, anzi.
Così ripondendo ai mal di pancia degli industriali l'assessore non manca di puntualizzare alcuni concetti, che riagurdano anche Parma, molto da vicino.



Scrive Tutino: “In relazione al documento degli Industriali, faccio innanzitutto presente che il termovalorizzatore non avrebbe certamente ridotto le tariffe, come dimostra la situazione della vicina Parma dove si prevede una tariffa di smaltimento superiore a quella che avrà Reggio Emilia con il Trattamento meccanico biologico (Tmb). Un termovalorizzatore moderno, infatti, costa quattro volte un impianto di Tmb avanzato”.
Il comunicato stampa prosegue su questa linea di pensiero: “Vale inoltre la pena sottolineare come un piano che si pone l’obiettivo del 67% di raccolta differenziata e individua le migliori tecnologie disponibili per il recupero ed il riciclaggio della materia, anziché puntare sulla sua combustione, sarà certamente in grado di garantire sicurezza non solo al ciclo rifiuti del nostro territorio, ma anche alle imprese. Per anni si è chiesto alle istituzioni di decidere ed ora le scelte daranno il via agli investimenti”.

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Inviato da caffagnini su 28/1/2012 11:49:17 (39 letture)

Domenica scorsa Presa Diretta, il programma-inchiesta di Rai Tre condotto da Riccardo Iacona, si occupato di “Immondizia Zero”, un reportage sui disastri ambientali provocati da discariche ed inceneritori, con ampi servizi sui comitati, i cittadini e gli agricoltori che si oppongono a questi progetti, calati dall’alto e a favore dei soliti noti.
Al centro dell'inchiesta Roma e il Lazio, ma la scena potrebbe essere trasferita pari pari in tante altre realtà d'Italia, dove la gente per bene si informa e poi si ribella all'immobilismo dei politici, incapaci di proporre modelli innovativi o, peggio, conniventi con chi non vuole cambiare nulla perché verrebbe a mancare il lucro a loro favore.
Sul monitor dei nostri televisori abbiamo visto la minaccia che incombe su ettari di terreno agricolo dell’agro romano, oggi terreno per il pascolo di vacche e pecore, patrimonio inestimabile di aziende agricole biologiche, domani sede di impianti di incenerimento.
Vi ricorda qualcosa? Vi sembra una storia familiare?



Nelle nostre case sono entrate le immagini di terreni e cave dismesse, che poco prima di essere destinate a discarica da un commissario prefettizio, vengono acquistati da chi in questo business è il monopolista dei rifiuti nella regione da decenni.
Ancora un'altra sensazione di deja vu?
Poi finalmente si è parlato anche di soluzioni, per guardare avanti, oltre il dramma di oggi.

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Inviato da caffagnini su 27/1/2012 16:52:41 (45 letture)

Ci sono momenti nella vita di una città che vale la pena vivere fino in fondo.
Uno di questi, il voto, domenica farà capolino nei 21 seggi predisposti dal centrosinistra per permettere al suo popolo di scegliere, democraticamente, l'aspirante sindaco di Parma.
Conduciamo da 6 anni una battaglia coraggiosa contro un impianto, l'inceneritore targato Iren, che a 4 km dal centro città si appresta a peggiorare ulteriormente la qualità ambientale del nostro territorio.
Una battaglia condotta a mani nude contro tutti e tutto.



In partenza contro la disinformazione e il disinteresse, la coppia d'assi che ha consentito a questo nefasto progetto di giungere beatamente ad un passo dal traguardo.
Crediamo di avere vinto, almeno su questo fronte, la battaglia culturale, portando la città alla consapevolezza.
Ci sono voluti anni.
Fatti di caparbietà e fede cieca di essere nel giusto.
Oggi possiamo dire che si cominciano a vedere frutti maturi portati da questo sforzo, moltiplicato dalle migliaia di persone che in Italia da anni lottano per la salute.
Prova ne sia anche il tenore di una trasmissione come Presadiretta, che in un'ora ha messo a nudo, finalmente, la verità dei fatti, aldilà degli spot e delle convenienze.

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Inviato da caffagnini su 26/1/2012 21:26:05 (39 letture)

disastro o opportunità?

Il capitalismo finanziario mostra una straordinaria razionalità nell'estrarre valore da ogni cosa, non tenendo mai conto delle conseguenze che il lavoro prodotto dall'uomo ha sulla salute e il reintegro delle risorse naturali.
In questo senso dimostra un'assoluta irrazionalità.
Anzi, il suo comportamento irrazionale nei confronti della natura e degli ecosistemi è addirittura maggiore dell'irrazionalità delle sue politiche del lavoro e della protezione sociale.



C'è una assoluta indisponibilità a fare oggetto di preoccupazione e di studio gli effetti del lavoro dell'uomo sugli ecosistemi.
In tutto il mondo vige un unico criterio di valorizzazione delle risorse naturali.
Abbattimento delle foreste pluviali per trarne legname a scopi industriali; scavi minerari e perforazioni in ecosistemi sensibili; industrializzazione della pesca in mari e oceani, con conseguente distruzione di sistemi tradizionali di pesca (fonte di sostentamento per le popolazioni rivierasche) e messa a rischio della sopravvivenza di molte specie ittiche; ingabbiamento di tutti i sistemi fluviali tramite dighe, modificando in modo grave l'equilibrio naturale.

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Inviato da caffagnini su 26/1/2012 13:14:17 (40 letture)

L'associazione ambientalista parmigiana ha riunito i candidati alle primarie del centrosinistra.
Domande preparate a tavolino e 5 minuti ad ogni aspirante sindaco per esprimere il proprio pensiero.
Scontato che i quesiti riguardassero ambiti legati all'ecosistema cittadino.



Scontata anche la domanda sui rifiuti, che ha però riservato una imbarazzante regola del silenzio sull'inceneritore.
Ovviamente ogni associazione a casa sua fa ciò che ritiene opportuno.
Ma stupisce che un sodalizio che già nel nome presuppone di occuparsi a 360 gradi di ambiente ponga veti su parole e argomenti di strettissima attinenza nonché di bruciante attualità.
“L'opinione dei candidati sull'inceneritore già la conosciamo” è stata la difesa del presidente Dradi, che ha così contribuito a garantire la noia ad una serata ovattata come lo spesso strato di nebbia che avvolgeva la barchessa.
Inutile la protesta di una esponente di Gcr, che è stata zittita e derisa con un applauso verso chi riportava nell'alveo amico la discussione.

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Inviato da caffagnini su 26/1/2012 8:17:42 (52 letture)

La sentenza del Tar non estrae dal cappello il sospirato documento

Il Tar di Parma mette la parola fine alla querelle sul permesso a costruire relativo all'inceneritore di Iren, dando ragione alla multiutility e alla Provincia, ma in modo molto maldestro.
Ecco più o meno la teoria espressa dai giudici, un attimo prima di lasciare la nostra città per altre sedi.



Il Tar aveva già deliberato la correttezza della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) quando respinse il ricorso di WWF non trovando inciampi procedurali, quindi non ci si poteva aspettare grosse distanze.
Anche allora il Tar non era mai entrato nel merito delle questioni poste dall'associazione ambientalista, chiamandosi fuori da una analisi qualitativa dettagliata del progetto.
Nella Via gli enti erano tutti presenti e coscienti, tutti d'accordo e d'amore, tutti convinti della bontà dell'opera e dell'operazione. Era logico pensare quindi che tutto fosse a posto.
E fino ad un certo punto, addirittura a cantiere aperto, nessun ente che aveva partecipato alla Conferenza dei Servizi, che aveva a suo tempo autorizzato l'opera, ha avuto nulla da eccepire, un segnale di condivisione di tutto l'impianto deliberante.

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Inviato da caffagnini su 24/1/2012 14:38:56 (34 letture)

comunicato congiunto Isde Gcr

Intere settimane di sforamenti continui delle polveri sottili non smuovono i nostri amministratori, né tanto meno il tavolo di crisi regionale, istituito proprio per affrontare questa emergenza ormai cronica e prendere provvedimenti seri per arginare il problema.
Ieri abbiamo raggiunto i 129 microgrammi di Pm10 su un limite di legge di 50, record assoluto in regione.



Ancora una volta ci si ferma al blocco del traffico nel centro storico, che si è dimostrato, se attuato da solo, assolutamente inefficace.
La città di Parma va chiusa al traffico dalle tangenziali, bisogna introdurre le targhe alterne tutti i giorni, dare incentivi all'uso del mezzo pubblico, porre stretti controlli da parte della Polizia municipale, aggiungere il blocco anche dei motorini che inquinano ben più delle auto, prevedere una tassazione dei SUV e delle auto più inquinanti, infine istituire un passaggio a pagamento nella città per chi proviene da fuori, per incentivare l'uso dei mezzi pubblici di collegamento coi comuni vicini e implementazione di tali collegamenti.
Oppure agli amministratori non interessa la salute degli abitanti, specie dei bambini, di questa città?

ISDE Sez. di Parma
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment Rapporto consultivo con l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l'UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council) Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676 E-mail: isde@ats.it - http://www.isde.it

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 gennaio 2012

Sono passati
603 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
103 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà


Inviato da caffagnini su 24/1/2012 14:28:21 (43 letture)

Facendo seguito al comunicato già emesso il 3 Dicembre 2011, immediatamente dopo la diffusione dello studio Moniter, si producono queste ulteriori considerazioni frutto di una sua approfondita analisi, analisi tutt’ora in corso e condotta in collaborazione con colleghi anche di altre regioni.



Come si ricorderà nel 2007 la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 3 milioni di euro in una serie di indagini sugli effetti sanitari e ambientali degli inceneritori presenti sul suo territorio (Progetto Moniter). Le conclusioni dello studio sono, secondo gli Autori, piuttosto tranquillizzanti, pur dimostrando un possibile eccesso di linfomi Non Hodgkin a Modena e un significativo aumento di rischio di nascite pretermine, nonché (sia pur con minore evidenza statistica) di neonati piccoli per età gestazionale e di aborti spontanei.
Il Comitato Scientifico preposto alla supervisione dello studio, raccomandando di non sottovalutare i risultati emersi circa gli esiti delle gravidanze, giudicati “verosimilmente” connessi alle emissioni degli inceneritori (si noti che in letteratura aborti e parti premature rappresentano un indice significativo di sofferenza materno- fetale), invita alla cautela nell’interpretazione degli altri risultati, facendo presente che, almeno per le cause di morte e per i tumori più rari, “nonostante le dimensioni del database, sarebbe stato difficile identificare un aumento del rischio, se non nel caso di un improbabile rischio molto alto”.

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Inviato da caffagnini su 24/1/2012 9:30:30 (51 letture)

La Commissione Europea pretende spiegazioni sull'affaire inceneritore
Una chiarezza che continua a mancare, anche sugli affidamenti
dei comuni per la raccolta dei rifiuti.

L'infrazione è numerata, 4003/2001, e rappresenta l'ennesimo inciampo sull'esito finale della costruzione dell'inceneritore di Parma. La data è del 24 novembre 2011.
Michel Barnier, membro della Commissione Europea, stila 3 paginette secche e pregne di quesiti, ma anche dense di conclusioni.
Il destinatario è il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, ma la matassa riguarda Parma, il forno inceneritore, ma anche gli affidamenti a Iren per quanto riguarda la gestione della raccolta dei rifiuti nelle terre emiliane: Piacenza, Parma, Reggio.



Poche parole per ribadire la carenza di chiarezza da parte dell'Italia su questi delicati temi, che hanno a che vedere strettamente con la libera concorrenza di mercato e la definizione di azienda quotata in Borsa come è Iren, con le relative capacità di controllo e indirizzo da parte degli enti locali, soci in parte della stessa.
Il documento è ovviamente sul tavolo di decine di amministrazioni locali da ormai 2 mesi, ma l'imbarazzo trasmesso ai primi cittadini è tale da aver fatto rimanere queste carte ben riposte negli oscuri gangli delle amministrazioni locali.

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Inviato da caffagnini su 23/1/2012 10:03:57 (46 letture)

Venerdì scorso si è svolta a Torrile un’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione comunale, che ha visto come principale relatore Alberto Giusiano, consulente dello stesso comune nella Conferenza dei servizi relativa all’impianto a biomasse di S.Quirico di Trecasali.
La sala era stracolma, tante persone rimaste in piedi per ore ad ascoltare la presentazione del progetto da parte del dott. Giusiano. Al termine della relazione numerose sono state le richieste di intervento ed altrettanto numerose le domande, i dubbi ed i timori esposti dai cittadini.



Cittadini arrabbiati, cittadini abbandonati, cittadini vessati, che vedono il loro territorio declassato in continuazione in virtù del business (Eridania, centrale a biomasse, inceneritore, TI-BRE … e l’elenco potrebbe continuare), cittadini che chiedono di essere ascoltati.
In quest’occasione l’amministrazione comunale di Torrile e l’opposizione hanno ribadito a chiare lettere la loro contrarietà all’impianto, un progetto smisurato, eccessivo, insensato.
Hanno ascoltato i loro concittadini.

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Inviato da caffagnini su 23/1/2012 7:16:08 (48 letture)

Le cave all'amianto di Bardi hanno raggiunto l'agone dei media italiani, con articoli e servizi particolareggiati ed estesi.
A Bardi il consiglio comunale guidato da Giuseppe Conti, in spregio ad ogni cautela sanitaria, da il via libera alla riapertura delle cave ofiolitiche, mettendo di nuovo in moto un'attività estrattiva che causa la liberazione in atmosfera milioni di fibre di amianto, inalabili da chiunque abiti lungo il percorso degli autocarri in uscita dalle cave. Ma non solo. Il materiale viene poi lavorato, macinato, distribuito per l'utilizzo. Con il dilavamento le fibre vengono poi assorbite anche dai terreni.
L'inquinamento risulta così non confinato né confinabile, un'enorme bomba ecologica impossibile da controllare.



Il sindaco si è difeso con la stampa: “I dati escludono un problema di salute della popolazione legato al mesotelioma”. Una formulazione che non si ritrova nei documenti di Arpa, Ausl.
Anche le comunità montane non pongono problemi: se le valli del Taro e del Ceno sono diventate il polo estrattivo ofiolitico più importante d’Italia è proprio perché i sindaci dei comprensori vogliono sia così.
Un aspetto da tenere in doverosa considerazione, che non potrà essere ignorato in futuro.
Il sindaco di Bardi nel tentativo di giustificare una scelta che resta tutta nella sua responsabilità, finge di dimenticare che le nuove fibre di amianto che farà respirare ai cittadini alla ripresa dell’attività estrattiva, saranno la causa di malattie tumorali nei prossimi 15, 20 30, 40 anni.
Oggi mina la salute delle giovani generazioni e a nulla gli varranno, ai fini della responsabilità individuale e del rimorso, i pareri tranquillizzanti.
Lo svolgimento del consiglio comunale che ha approvato il piano estrattivo lascia diversi dubbi.
La procedura deliberativa potrebbe essere viziata da irregolarità: come il mancato esame in aula delle osservazioni presentate.

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Inviato da caffagnini su 22/1/2012 11:09:11 (40 letture)

Da un candidato sindaco al governo della città ci si aspetterebbe per lo meno che a domande precise seguissero risposte puntuali, senza nascondersi sempre dietro ruoli e procedure, condite con una dose abbondante di politichese, un linguaggio di cui la gente si è stancata da tempo.
Abbiamo chiesto al candidato sindaco di Parma Vincenzo Bernazzoli cosa ne pensasse del progetto depositato dall'azienda di Modena, che propone un nuovo inceneritore alla Certosa di Parma.
Ci ha risposto da presidente della Provincia che le procedure saranno seguite alla lettera.



Grazie tante, fino a quel punto facevamo da soli.
Sarebbe per lo meno curioso che le procedure non fossero seguite.
Riproponiamo la domanda: Cosa ne pensa il candidato sindaco Bernazzoli del progetto dell'azienda modenese che intende installare a fianco dell'inceneritore di Iren un impianto per la produzione di 70 mila tonnellate di biomassa da scarti animali e oli esausti?
Gradiremmo un cenno anche breve di questo tipo.
Sì, mi piace. No, sono contrario a questo progetto.

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Inviato da caffagnini su 21/1/2012 11:41:06 (51 letture)

Di partiti seriamente in contrapposizione al progetto dell'inceneritore se ne vedono pochini in circolazione.
Tra i più convinti e attivi oppositori il Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista
L'azione di contrasto la vediamo in massima parte portata avanti da GCR, che del resto ha come statuto proprio questa prospettiva.
Salutiamo così positivamente la presa di posizione di Lega Nord, che ha sottolineato la malcelata possibilità del costruendo inceneritore di Parma di accogliere rifiuti da mezza Italia, come prevede il decreto che il governo sta predisponendo, sollecitato dalla grave situazione napoletana.



Andrea Zorandi non si ferma a questa evidenza ma sottolinea alcuni aspetti del progetto di Parma, denunciandone la totale assurdità.
A cominciare dal monopolio di Iren su raccolta e smaltimento, che impedisce una corretta concorrenza, impedendo che aziende più al passo con i tempi possano proporsi sul territorio per gestire i nostri scarti correttamente e senza danni ambientali, invece che bruciarli in una caldaia.
Viene sottolineato anche il tema del teleriscaldamento, che utilizzerà gratis i nostri rifiuti come carburante, servizio poi rivenduto a caro prezzo ai cittadini. Su questo tema abbiamo chiesto al commissario Ciclosi di approfondirne i dettagli, visto che non ci risulta alcun documento in cui il comune di Parma chiarisca i rapporti con Iren, nel momento in cui questa rete privata attraversa e occupa suolo pubblico, senza alcun apparente vantaggio economico per le casse comunali.

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Inviato da caffagnini su 19/1/2012 20:27:51 (68 letture)

Se non avessimo letto la proposta nero su bianco, avremmo pensato allo scherzo di un burlone molto fantasioso, ma poco credibile.
Invece no, è tutto vero. Perché la realtà, ultimamente, supera ogni più nera fantasia.
Il 4 gennaio scorso è stato depositato un progetto, curato da una azienda modenese, che intende far nascere il cugino piccolo dell'inceneritore di Ugozzolo proprio al suo fianco, qualche metro cubo d'aria più a nord, nei pressi della Certosa di Paradigna.



Difficile addirittura scriverne tanto è surreale la situazione.
Un nuovo impianto per sfruttare le cosiddette biomasse, e bruciarne parte in loco per produrre energia elettrica, ovviamente approfittando degli incentivi statali denominati certificati verdi.
I numeri sono imponenti.
La nuova proposta è localizzata in strada Viazza di Paradigna, e prevede la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture edilizie per poi mettere in atto la produzione di biocombustibili da biomasse utilizzando due diversi beni di partenza - principalmente i sottoprodotti di origine animale (SOA) di categoria 3 ai sensi del Regolamento (CE) n. 1069/2009 (circa 50.000 t/anno di materia prima lavorata) ed in misura minore gli oli e grassi alimentari esausti - CER 200125 (circa 20.000 t/anno di materia prima lavorata).

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Inviato da caffagnini su 19/1/2012 12:47:55 (53 letture)

La famiglia Azzolini-Givera riduce del 66% la produzione di rifiuti

Quella che vi presentiamo oggi è una avventura di ordinaria facilità, come la potremmo vivere tutti noi, proprio in questo momento.
La vicenda è strabiliante proprio perché nasce dal buonsenso e arriva a risultati che nessuno si immagina possibili, realizzabili, reali.
Il caso riguarda una famiglia di 3 persone, comune di Parma, cerchia urbana, che con poche mosse ha ridotto di 2/3 la produzione di rifiuti, attestandosi al 74% di raccolta differenziata.



Forse la curiosità, forse la voglia di mettersi in gioco, qualcosa ha spinto la famiglia Azzolini Givera a una piccola sfida dentro le mura di casa: capire quanto si possono ridurre i rifiuti, adottando alcune attenzioni ambientali semplici e di buon senso.
Conoscenze acquisite e buone abitudini trasferite nel quotidiano, registrando per tre mesi la produzione di rifiuti, per verificare se davvero queste piccole attenzioni possono fare la differenza.
E i risultati sono stati sorprendenti, aldilà di ogni aspettativa.
Prima di partire ecco la ricetta da adottare.

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Inviato da caffagnini su 18/1/2012 13:19:27 (55 letture)

Ci è capitato qualche tempo fa di interloquire con il responsabile tecnico di un centro stampa di quotidiani del nord Italia.
GCR ha ormai il chiodo fisso del riciclo ed inevitabilmente il discorso è caduto su quali tipologie di carta vengono utilizzate, sulle tecnologie di stampa in essere e sulle percentuali di carta riciclata che vengono impiegate nella stampa dei quotidiani.



La persona in questione lavora da anni nel settore e, conoscendo vita, morte e miracoli degli altre aziende “concorrenti”, ci ha spiegato come quasi tutti i quotidiani vengano stampati utilizzando carta riciclata.
In Italia però ci sono alcune tecnologie di stampa che pregiudicano la qualità e la possibilità di recupero della carta, a causa della difficoltà di disinchiostrare i fogli.
La tecnologia si chiama “flessografica” e, sebbene sia rifiutata per legge in paesi come Germania e Francia, in Italia ha preso piede in alcuni quotidiani, tra cui Repubblica, che con questa metodologia stampa tutta la sua tiratura (quasi 600.000 copie).
Anche il Corriere della Sera, seppure solo per una piccola parte, utilizza questo metodo ed anche, ahinoi, la nostra amata Gazzetta di Parma.

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Inviato da caffagnini su 17/1/2012 16:20:02 (85 letture)

Smontiamo l'inceneritore tonnellata per tonnellata

Il contestato impianto di Ugozzolo viene giustificato dai suoi sostenitori come ultimo anello indispensabile per chiudere il ciclo dei rifiuti nella provincia di Parma.
Troppo tempo abbiamo passato ad esportare i rifiuti fuori provincia, dicono i fan del termo, è giunta l’ora di assumerci le nostre responsabilità.



Poco importa se numerosi studi scientifici mettono in evidenza l’insorgere di patologie, le nascite pre termine e le modifiche del DNA.
La setta degli adoratori dei forni, capitanata dal guru Bernazzoli, non sente ragioni, ed è disposta a sacrificare qualche vittima per alimentare il fuoco sacro 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Per meglio comprendere da che parte stare, per questa volta non vogliamo parlare degli aspetti ambientali, che pure dovrebbero essere in cima all’agenda di amministratori responsabili e credibili, ma focalizzarci sul reale motivo per cui si sostiene la necessità di questo forno, che cosa è previsto vi si brucerà.
E’ tutto scritto nero su bianco sui documenti di Enia e sulle autorizzazioni della provincia, pagine in effetti di difficile reperimento e di impegnativa lettura.
Già la taratura della dimensione del forno si espone già a critiche oggettive.
E' stato infatti progettato, ed approvato, un impianto che ha una capacità doppia rispetto al rifiuto urbano residuo dell'intera provincia al 2012.
Ci troviamo così con un impianto da 130.000 tonnellate, approvato da 2 enti pubblici (Comune e Provincia) che dovrebbero avere l’obbligo di occuparsi solo dei rifiuti urbani, ma che autorizzano ad un privato una dimensione tale da accogliere anche rifiuti speciali ed industriali, favorendo le casse di una Spa.
Quando nel maggio 2010 visitammo l’inceneritore di Bolzano e intervistammo il responsabile dell’impianto, l'ingegner Alessandro De Carli, ci disse chiaramente che l’impianto di Parma aveva la taglia minima per poter garantire una gestione economicamente vantaggiosa.
Ergo, un impianto dimensionato sulla reale necessità di trattamento dei rifiuti di Parma non sta in piedi economicamente, si presenta all'avvio già in perdita.
E' evidente che non avrebbe senso costruirlo.

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Inviato da caffagnini su 16/1/2012 12:27:00 (51 letture)

A Verona hanno commissionato un sondaggio per capire cosa pensano i cittadini dell'inceneritore.
http://goo.gl/CLEHk
I risultati non sorprendono: più della metà dei residenti in città è contrario all’impianto o quantomeno preoccupato. Solo 1 su 3 lo vorrebbe, in sintesi il 66,2% non è favorevole.



Una fotografia piuttosto comune. Solitamente è questa la reazione dei cittadini, ormai sempre più informati, che devono subire decisioni dissennate e obsolete da parte dei propri amministratori, soprattutto alla luce dei sempre più numerosi esempi di gestione alternativa dei rifiuti che si rincorrono anche in Italia.
I cittadini sanno che da questi impianti escono inquinanti nocivi, seppur entro i limiti di legge (limiti che in ogni caso sono delle semplici convenzioni), i cittadini sanno che spesso i controlli lasciano a desiderare (lo testimonia l’elevato numero di inceneritori attualmente sotto sequestro in Italia), i cittadini sanno che se esistesse la volontà politica di gestire diversamente i rifiuti, si aprirebbe un meraviglioso scenario di possibili alternative virtuose.
Tutto previsto quindi.

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Inviato da caffagnini su 14/1/2012 13:17:54 (53 letture)

Lettera aperta ai candidati alla guida di Parma

Quando si parla di inceneritore ai nostri politici, sono pochi quelli che si dichiarano decisamente contrari al forno di Ugozzolo.
Fra i candidati alla primarie del centrosinistra ad esempio, Vincenzo Bernazzoli è fortemente a favore, diversi altri, forse per timore di perdere elettori in vista delle prossime comunali, si inquadrano come soldatini nella categoria del “vorrei fermarlo ma non posso”.



Poi naturalmente rassicurano sulla condotta inflessibile che terranno nel momento in cui si dovranno eseguire controlli supplementari sulle emissioni, a costo di vagliare una ad una tutte le particelle gassose che usciranno in cima ai 70 metri del camino di Iren.
Sentiamo anche invocare la fiducia nelle istituzioni e negli organismi pubblici di controllo, guai a mettere in discussione gli enti preposti al controllo (Arpa ed Asl).
Una società civile, dicono, deve poter avere dei riferimenti normativi certi e altrettanto certi organi ufficiali di controllo, fuggendo dagli allarmismi scatenati dai comitati del no.
Abbiamo letto ieri, in un articolo a firma Diego Barsotti riportato dal portale Greenreport, che il 24 gennaio il ricercatore del Cnr di Pisa, Fabrizio Bianchi, sarà ascoltato dalla commissione ecomafie sul tema delle bonifiche ambientali.

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Inviato da caffagnini su 14/1/2012 8:44:15 (47 letture)

Ringraziamo il presidente del WWF di Parma per la presa di posizione chiara sul tema dei rifiuti e sull'inceneritore di Parma in particolare.
Con WWF abbiamo condiviso sin dal 2006 la posizione chiara e netta contro il progetto di Iren di impiantare un forno di capacità doppia rispetto al necessario in quel di Ugozzolo.



WWF ha anche presentato appello al Capo dello Stato sulla procedura di Via che evidenziava molteplici passaggi di dubbia correttezza, sostenendo sempre la via alternativa alla gestione dei rifiuti, che è fatta di riduzione, riuso, riciclo, trattamento a freddo del residuo.
Uno dei candidati del Pd alle primarie, Vincenzo Bernazzoli, insiste a considerare il forno inceneritore necessario alla chiusura del ciclo del rifiuti omettendo da sempre di spiegare dove finiranno 40 mila tonnellate di ceneri infette di diossine, furani e metalli pesanti che ogni anno l'impianto deporrà ai piedi delle caldaie.
La gestione a caldo dei rifiuti è anti economica, spreca risorse, inquina l'ambiente, va contro la recente normativa europea 98/2008, è obsoleta e sorpassata.
Siamo convinti che gli elettori del centrosinistra non faranno mancare il loro voto a favore dell'aria che respiriamo, rigettando la preferenza all'attuale presidente della provincia e preferendogli altri candidati più attenti al futuro di Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 14 gennaio 2012

Sono passati
593 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
113 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà


Inviato da caffagnini su 14/1/2012 7:57:52 (55 letture)

Nei giorni scorsi il Candidato alle Primarie del centrosinistra Vincenzo Bernazzoli, nel rispondere alla domande del Comitato Gestione Corretta Rifiuti, ha millantato un presunto “plauso convinto dell’associazionismo ambientalista” al Piano Provinciale Gestione Rifiuti del 2004, che diede vita, tra l’altro, al progetto dell’inceneritore di Ugozzolo.



É con rammarico che WWF Parma si trova a dovere intervenire in una competizione partitica, terreno che non ci è congeniale nè per cultura nè per statuto, e dal quale ci terremmo volentieri alla larga. Tuttavia essere oggetto di strumentalizzazioni ci è ancor meno gradito, per cui non possiamo fare a meno di richiamare pubblicamente la realtà dei fatti, essendo una delle Associazioni Ambientaliste che all’epoca si impegnarono a redigere osservazioni al PPGR adottato.
Il nostro parere sul Piano in questione segnalava fin dall’inizio diverse debolezze ed elementi da migliorare, ma le nostre osservazioni furono in larga parte rigettate, ad esempio quella che proponeva di mettere nero su bianco il divieto di trattare rifiuti provenienti da fuori provincia. Ne fu in compenso accolta una di Enìa e del Comune di Parma che chiedeva di passare da un impianto originariamente previsto per 70 mila tonnellate a quello attualmente in costruzione di 130 mila, praticamente il doppio. Senza dilungarci in particolari tecnici possiamo concludere che il Piano effettivamente approvato divenne per noi inaccettabile, in quanto largamente peggiorativo rispetto a quello originariamente proposto, sul quale già avevamo espresso molte riserve. Sono state altresì numerose le occasioni, in questi anni, in cui il WWF ha manifestato, anche con atti formali quale il Ricorso al Capo dello Stato, la propria contrarietà alla costruzione dell’inceneritore, contrarietà sulla quale non abbiamo cambiato idea.
Ribadiamo la nostra totale disponibilità a confrontarci in tutte le sedi con la politica e con le istituzioni sui temi ambientali, mettendo in campo i nostri valori, le nostre idee e le nostre competenze, ma sottolineiamo di non poter accettare di essere chiamati in causa in modo pretestuoso, come è stato fatto in questa occasione, da nessuno dei candidati e su nessun argomento.


Inviato da caffagnini su 13/1/2012 12:35:17 (58 letture)

Che il consiglio comunale di Bardi fosse un triste esempio di pessima amministrazione era cosa risaputa, ma alla luce di quanto è avvenuto possiamo anche aggiungere qualcosa.
Dopo più di due anni di lavoro impegnativo e serio che ha coinvolto anche figure professionali di indubbia competenza, oggi tutto il nostro lavoro é stato sostanzialmente liquidato in due parole.



La lettura di un breve brano tranquillizzante scelto all’uopo da un testo ARPA ha giustificato un voto favorevole alla riapertura delle cave, lettura fatta da quel Luigi Boccacci già distintosi per aver imposto al consiglio una norma tagliata su misura per soddisfare un suo spasmodico desiderio: costruirsi una stalla per asini ai piedi del castello, un'mpresa non da poco considerato quanti buoni uffici deve aver attivato per raggiungere il suo obbiettivo.
Da parte della maggioranza nessun altro intervento, perché quello di Giuseppe Moruzzi, assessore all’urbanistica fa storia a sé; infatti dopo aver fatto mettere a verbale la sua contrarietà a riaprire le cave a monte, ha abbandonato l’aula (non ho capito se per il disgusto o per la preoccupazione di non essere formalmente corresponsabile).
Ma cosa dire degli altri consiglieri sistematicamente muti, messi lì a mo' di deriva della barca?
Si sono resi conto di essere stati usati? Avranno letto i documenti? Avranno capito il loro contenuto?
Il dubbio è forte. Forte è anche il dubbio che il sindaco Conti con il suo sistematico silenzio sia all’altezza del suo ruolo.

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Inviato da caffagnini su 13/1/2012 9:57:22 (91 letture)

Il j'accuse sugli inceneritori di ultimissima generazione

Luca Mercalli è uno dei meteorologi e climatologi più conosciuti oggi in Italia. Torinese di nascita, valsusino di adozione, laureato in geografia in Francia.
Vive con uno stile di vita particolarmente attento all'impronta ecologica, facendo la raccolta differenziata spinta e coltivando l'orto, oltre che frequentando assiduamente le biblioteche.



Presidente della Società Meteorologica Italiana, la maggiore associazione del settore delle scienze dell'atmosfera, ha fondato nel 1993 la rivista Nimbus.
Innumerevoli le sue pubblicazioni, articoli, studi, conferenze su clima e ambiente.
Il suo volto è molto noto anche in Tv per la partecipazione a fortunate trasmissioni come Ambiente Italia, Che tempo che fa, Tg Montagne.
Mercalli svolge anche docenze presso diverse università italiane.
Il climatologo con la passione della divulgazione scientifica ha partecipato nel settembre scorso, a Settimo Torinese, alla presentazione del Festival dell'Ambiente.
Una domanda dal pubblico è arrivata molto puntuale sugli inceneritori.
La scienza cosa dice. Fanno male? C'è un punto finale?

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Inviato da caffagnini su 12/1/2012 15:23:24 (53 letture)

L'inceneritore di Scarlino Energia di Grosseto è fermo, gli operai in cassa integrazione.
La V Sezione del Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar che a novembre aveva annullato tutte le autorizzazioni all’impianto.
I giudici hanno ritenuto che “nella contrapposizione degli interessi in gioco deve ritenersi prevalente quello alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica”, ritenendo decisivo il contenuto della relazione del 1° gennaio del consulente del comune di Follonica, Paolo Rabitti.
La sentenza del Tar dunque rimane efficace in attesa del giudizio di merito in secondo grado dinanzi allo stesso Consiglio di Stato, che ha fissato l’udienza per il 4 maggio.



Ora la storia si ripete, a Scarlino Energia: anche tra novembre e dicembre l’impianto si era fermato per qualche giorno, con tanto di procedura di cassa integrazione già avviata, ma stavolta gli effetti dello stop saranno decisamente più pesanti perché destinati a protrarsi per un periodo di tempo più lungo.
Se la prima udienza del ricorso di merito è fissata a maggio, è ragionevole attendersi che per arrivare alla sentenza serviranno almeno due mesi. Dunque l’impianto dovrà restare fermo — con modalità ancora da definire — sicuramente fino all’estate.

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